Archivio Beat

Un commento dal Piperine Festival

Francobeat in azione!

Dopo lunga corsa sono qui pronto col report della serata a Milano al Barrio's club. Intanto grazzzie al grande Marco e ai suoi utopici amici, che per fortuna ancora credono nella divulgazione dell'arte musicale...Che dire di altro? Di mio, fra una sigaretta e una chiacchierata con i miei cugini milanesi, posso dire che è stata una bella serata. Nel senso che le proposte dei Feldman e dei Dilaila mi sono piaciute come intenzione, e come esecuzione. Chiaro, io prediligo un rapporto carnale col pubblico, mentre nelle file dell'indie si respira un'altra aria, che i suddetti sicuramente sanno come emettere nell'atmosfera... Bravi i Feldman, che con il loro minimalismo elettronico hanno un piglio da CCCP in vena di melodie...bravi anche i Dilaila, bel suono, bella voce, mi sarei aspettato un pò più di coinvolgimento nel loro "trip" e col pubblico, dato il sound, ma credo che sia solo questione di tempo e di concerti... Vi allego questo commento sulla serata....a PRESTO!

Francobeat Risveglio Stamattina sono stato svegliato da una telefonata, che c'è di strano, direte, nulla. Il telefono era spento. Ieri sera sono stato alla prima serata del PIPERINE FESTIVAL. Bella serata, bella gente, bei gruppi. Ho finalmente conosciuto delle persone che da tempo ci inseguivamo su queste reti, e si sono dimostrate quello che già si leggeva, ossia delle belle persone. La serata del Piperine al Barrio's è stata intensa, tre gruppi alternarsi sul palco col collante dei miei brevi djset. I Feldmann, nella loro acustica minimalità mi sono piaciuti molto, ora mi riservo di riascoltare il cd, ma dal vivo sono bravi e creano una bellissima atmosfera. I Dilaila che già conoscevo di nome e suono, ma non avevo mai visto dal vivo, mi sono piaciuti davvero molto, Paola ha una voce davvero molto calda e intensa e tutto il combo è ben amalgamato, il suono buono molto inglese ma poi vince l'italico idioma. Bravibravi. Franco beat è un pazzo! di quelli che ce ne vorrebbero a migliaia in giro per il mondo. Ha una parlantina incredibile. Racconta storie che sono vere ma con testi surreali. Ci porta in giro per gli anni sessanta in Italia, raccontando cosa era il Beat. Posside una strumentazione sul palco da fare invidia. Fuori di testa ma bravo e piacevole. Il Barrio's cafè non lo conoscevo, se non di nome, ma mi è piaciuto, bella atmosfera. Rimane dall'altra parte del mondo rispetto i miei giri abituali, ma lo frequenterò. Di sicuro settimana prossima. Vi aspetto il 15 e il 16, per il proseguio del festival. Un abbraccio ai miei nuovi amici. Stay free. © bonfo Postato da: bonfo a 15:21 | link | commenti (1) | festivalmusica, milano, musica, rock indie


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Chi sono?

Francobeat è un cantautore, a volte un cantastorie, a volte è un vincente, a volte un battuto, un beat. L’idea è quella di “guardare” all’Italia del Boom Economico, nei suoi aspetti più intimamente ribelli. Fra il ’64 e il ’67 è esistita una beat generation italiana, quella condotta dai capelloni e dai provos, gente che con poche cose in mano correva nel mondo, a portare una idea di libertà, di cambiamento. E’ l’Italia stretta tra gli slogan pubblicitari e il pericolo di un conflitto nucleare, di una politica chiusa nelle viscere dei prodromi di quello che oggi chiamiamo “globalizzazione”.