Mondo Fantastico

Mondo Fantastico

Francobeat canta Gianni Rodari

  • I miei sughi

Mondo FantasticoLa ricerca delle parole più semplici per evocare mondi fantastici non poteva che passare per Gianni Rodari.
Leggendo le sue filastrocche mi sono chiesto quand’è che smettiamo di vedere il mondo con la purezza e la meraviglia dei bambini.
Per scoprire i segreti del pensiero fantastico mi sono affidato alla sua “Grammatica della fantasia”, un piccolo libro denso di suggerimenti su come allenare la fantasia, con spunti e divertenti resoconti dei laboratori di scrittura creativa che lo scrittore di Omegna teneva in quegli anni ’70 così elettrici.

Come nella scena di “Nightmare before Christmas” in cui il protagonista cerca freneticamente il modo di carpire i segreti del Natale, mi sono ritrovato a leggere molte delle cose suggerite da Rodari stesso nella sua “Grammatica” per scoprire come si fa a non perdere il mondo fantastico che ci abita da bambini. Poi ho cercato di spingermi oltre con letture come “Le origini del pensiero del bambino” di Henry Wallon, “Morfologia della fiaba” di Vladimir Propp, “Pensiero e linguaggio” di Lev Vygotskij, ma a un certo punto ho capito che rischiavo di disperdere l’ispirazione iniziale in discorsi troppo accademici.
Infatti cominciando a scrivere mi sono accorto che le parole di Rodari già si incastravano perfettamente nella musica che avevo in mente, e che sarebbe stato più bello trasformare questa ricerca in un omaggio. 
Il mio gioco sarebbe stato il suono, la musica dei suoni e delle parole.



La scelta dei testi è stata quasi casuale – e del resto, lo stesso Rodari suggerisce di far scontrare ed interagire due elementi apparentemente estranei fra loro gustandone poi gli effetti inaspettati.
Magicamente si compone un intreccio dove le parole, pensate dallo scrittore come carezze linguistiche per bambini, diventano graffi nel solido pensiero musicale adulto di “Mondo Fantastico”.

Non è una novità mettere in musica le filastrocche di Rodari: lo hanno fatto Sergio Endrigo, il Quartetto Cetra e mille altri. Io mi sono spinto un po’ oltre, scegliendo anche cose più ardite come “La parola ciao”, scritta da un bimbo di 5 anni, o scrivendo una canzone che spiega come si compone un limerick e cosa ci suggerisce la scoperta della teoria del “binomio fantastico”; tutte cose tratte dalla “Grammatica” per inserire un elemento di interazione fra un innocuo disco di canzoncine e la possibilità di aprire la porta della fantasia a chi le ascolta.

Il gioco è serrato – brani quasi pop confinano con sperimentazioni elettroniche, strumenti trattati, pasticciati, intrecci fiabeschi di clarinetto basso e clarinetto, e poi chitarre, sinth, pianoforti, percussioni e batterie elettroniche.
Apre il disco “Canzoni per sbaglio”, piano e voce, quasi a suggerire come disporsi all’ascolto di questa musica che vuole smuovere le parole incrostate nei meandri del pensiero adulto.

“Chi vuole dormire cerchi un altro suonatore, a me piace la gente sveglia e di buon umore”, ci dice Rodari.



Ecco da dove sono stati tratti i testi:
- Canzoni per sbaglio da "Il libro degli errori"
- Il gregario da "Filastrocche in cielo e in terra"
- Quanti bugiardi da "Filastrocche in cielo e in terra"

- Limericks estratto da "Grammatica della fantasia"

- Il calamaio da "Filastrocche in cielo e in terra"
- Il cielo è di tutti da "Il libro degli errori"

- Robin da "Filastrocche in cielo e in terra"
- Il professor sospeso da "Il libro degli errori"
- La parola ciao da "Grammatica della fantasia"
- Puff! (le parole rosa) di Francobeat
- Filastrocca impertinente da "Filastrocche in cielo e in terra"
- Il binomio fantastico da "Grammatica della fantasia"
- Teledramma da "Filastrocche in cielo e in terra"

Potere alla fantasia...si diceva....