Il Paradiso degli Uomini Fottuti
di Silla Ferradini
tratto da "Mondo Beat" a cura di Matteo Guarnaccia (Ed.Stampa Alternativa)
Scuola, tirocinio, vivaio, tappa d’obbligo,
corte dei miracoli fiera delle vanità,
parole di OMBRA, non come ombra di sole o luce,
OMBRA come nome di persona, anni 17, insofferenza da prurito.
Papà mi voglio togliere il prurito di dosso,
bene, fa come ti pare,
se vuoi fare lo straccione, fai pure,
non ti permettere di dire il tuo nome e cognome a nessuno,
e allora
OMBRA, risolto il problema,
OMBRA non è nessuno,
OMBRA come nome e come cognome, anni 17, un pezzo di carta e una biro,
nemmeno seriamente, così, fra scuola, tirocinio, vivaio, tappa d’obbligo,
la corte dei miracoli aumenta il brusio
Un’anticonformistica fiera delle vanità scrive,
a 3 centimetri da OMBRA scrive ROCCIA,
a 3 centimetri da ROCCIA scrive PASTICCA,
a 3 centimetri da PASTICCA scrive ALI’
OMBRA vuole fare lo scrittore?
PASTICCA vuole fare lo scrittore, ALI’ vuole fare lo scrittore, GIUDA vuole fare lo scrittore, CAP vuole fare lo scrittore, GESU’ vuole fare lo scrittore, BAFFO vuole fare lo scrittore, PAPA’ vuole fare lo scrittore…,
io non volevo fare niente, io non volevo fare niente
ma ero capitato in una generazione di scrittori,
e allora va bene, scriveremo,
scriveremo tutti la stessa storia, lo stesso libro,
nemmeno tanto bene,
così, alla cazzo di cane,
un libro tutto traballante, quore con la q e terrra con 3 erre,
un libro che non sarà mai pubblicato onestamente
se non sui muri puzzolenti di gomma e inchiostro
della metropolitana…
Francobeat.net
Francobeat è un cantautore, a volte un cantastorie, a volte è un vincente, a volte un battuto, un beat. L’idea è quella di “guardare” all’Italia del Boom Economico, nei suoi aspetti più intimamente ribelli. Fra il ’64 e il ’67 è esistita una beat generation italiana, quella condotta dai capelloni e dai provos, gente che con poche cose in mano correva nel mondo, a portare una idea di libertà, di cambiamento. E’ l’Italia stretta tra gli slogan pubblicitari e il pericolo di un conflitto nucleare, di una politica chiusa nelle viscere dei prodromi di quello che oggi chiamiamo “globalizzazione”.